Area di sosta e agrisosta camper: perchè e come creare al meglio un punto ricettivo per veicoli ricreazionali

Mai come questo, è l’anno del camper e delle vacanze “plein-air”.

Le recenti esperienze di “chiusura forzata” ci hanno insegnato quanto sia preziosa la vita all’aria aperta e con l’introduzione del “distanziamento sociale” moltissime persone hanno scoperto un nuovo modo di fare vacanza evitando i classici sovraffollamenti.

Il camper “in libera” ( cioè fuori dai convenzionali campeggi ma presso aree appositamente attrezzate ) da questo punto di vista è veramente la soluzione ideale a tutto ció, perchè consente di non rinunciare ai propri momenti di vacanza a contatto con la natura e le attrattive turistiche.

Piena autonomia organizzativa senza vincoli di orario, possibilità di evitare i luoghi affollati, cambiare facilmente luogo se la destinazione non piace, senza rinunciare a tutti i comfort personali, sono solo alcuni dei tanti vantaggi che caratterizzano le vacanze in camper. 

Notizie di questi giorni battute da varie testate giornalistiche: <<Boom di vacanze in camper nel 2020>> e questa sarà veramente l’opportunità che darà ulteriore <<esplosivo>> slancio al già florido turismo itinerante.

L’occasione è veramente “ghiotta” per il settore turismo in quanto molte persone stanno sempre più avvicinandosi a questo nuovo modo di “fare vacanze” e ciò influisce anche sulle classiche abitudini di feriato: non solo “vacanze lunghe” concentrate nei periodi tradizionali, ma anche brevi uscite nei week end e in concomitanza di ponti festivi. La tendenza statistica degli italiano è questa, soggiorni più brevi ma più diluiti e costanti nel tempo.

D’altra parte anche le statistiche del settore plein air ( tra l’altro riferite al recente 2019 prima dell’esplosione della “campermania” ) parlano chiaro: cifre in costante ascesa e i camperisti prediligono sempre più aree di sosta messe a disposizione da strutture vocate alla produzione artigianale, riconoscendone tangibilmente il valore aggiunto che ne consegue.

Non solo un punto dove trascorrere la vacanza, ma anche l’opportunità di interagire in modo “sinergico e didattico” con il luogo che ti ospita, dove scoprire le realtà di produzione e la ricchezza dei prodotti, dei sapori, del patrimonio e dei valori del territorio ( e l’Italia da questo punto di vista ne è piena e forse la più ricca e diversificata al mondo ).

E’ veramente una grande opportunità sotto il profilo imprenditoriale, specialmente per quelle strutture aziendali “tradizionali” ( anche non per forza ricettive ) già avviate e presenti sul territorio, utile a differenziare la loro offerta e implementare i propri guadagni.

Perché Tu imprenditore del territorio dovresti pensare di creare un area dedicata alla sosta camper ?

Semplicemente perchè è un investimento di modesto impegno economico, talvolta anche agevolato da contributi regionali, relativamente facile da realizzare (in breve tempo) se si hanno lo spazio adatto ed il supporto tecnico adeguato per realizzarlo, facile da gestire nel tempo ( con alcuni accorgimenti quasi si autogestisce ) e che si ripaga nel medio-breve periodo, soprattutto se la struttura è ubicata in prossimità di validi punti di attrazione turistica e d’interesse sociale (ospedali, centri congressuali e fieristici, etc.)

Sto parlando ad esempio di agriturismi, fattorie, aziende di produzione artigianale (olearia, vitivinicola, opifici birrai, etc.), ristoranti, rifugi.

Queste strutture sono le più adatte ad essere implementate ed adattate alla ricettività di veicoli ricreazionali, in quanto generalmente già parzialmente “strutturate e organizzate” sotto diversi profili, tecnici e amministrativi, cosicché talvolta aggiungere il servizio di “area di sosta camper” diventa estremamente semplice agendo con cognizione e le dovute accortezze progettuali.

Il concetto dell’ospitalità poi ben si coniuga alla tradizionale attività principale, divenendo quest’ultima una validissima attrattiva verso questo tipo di turismo che consente di generare nuovi introiti, ma anche implementare la propria attività primaria, sponsorizzando e vendendo agli ospiti i propri prodotti aziendali e i servizi già convenzionalmente offerti.

Ma dopo questa doverosa premessa vediamo in concreto…

Le varie tipologie di aree sosta camper

Anzitutto esistono diverse tipologie di aree dedicate all’ospitalità di camper, le quali si differenziano tra di loro in relazione alla tipologia delle dotazioni di servizio presenti:

Tipo area di sosta attrezzata Dotazioni
BASE
  • stalli per sosta veicoli
  • “camper service” (scarico reflui e acqua potabile)
  • colonnine per allaccio elettrico
MEDIA
  • stalli per sosta veicoli
  • “camper service” (scarico reflui e acqua potabile)
  • colonnine per allaccio elettrico
  • sistemi di protezione / recinzione perimetrale
  • arredi esterni ( barbecue, tavoli pic-nic, giochi bambini, etc. )
SUPERIORE
  • stalli per sosta veicoli
  • “camper service” (scarico reflui e acqua potabile)
  • colonnine per allaccio elettrico
  • sistemi di protezione / recinzione perimetrale e videosorveglianza
  • sistemi automatizzati di accesso e pagamento
  • blocco servizi wc/docce
  • arredi esterni ( barbecue, tavoli pic-nic, giochi bambini, etc. )

E’ bene precisare fin da subito che le dotazioni non solo unicamente una diretta conseguenza della scelta arbitraria dell’imprenditore che decide di realizzare l’area ricettiva, ma anche e soprattutto conseguenza del rispetto di precise disposizioni imposte da leggi e regolamenti ( statali, regionali e locali ) che stabiliscono determinati requisiti specifici che la struttura debba disporre obbligatoriamente.

Requisiti fondamentali per la realizzazione dell’area di sosta

Il primo passo per valutare la fattibilità attiene al profilo tecnico-normativo in ordine al rispetto della disciplina urbanistica vigente nell’area ove si intende operare.

A tal proposito sarà importante consultare gli strumenti urbanistici comunali ( P.R.G., Regolamento Urbanistico, P.O.C., etc.) al fine di individuare la fattibilità tecnica e per ciò risulterà essenziale rivolgersi ad un professionista  esperto in urbanistica ( geometra, ingegnere, architetto ), ma che al contempo sia preparato in materia di progettazione per la ricettività turistica con particolare riferimento a quella specifica per i veicoli ricreazionali.

Particolare attenzione dovrà essere posta alla vincolistica ambientale e paesaggistica che generalmente costituisce uno “scoglio” non indifferente, per esempio in presenza di vincolo idrogeologico / idraulico: siti ricadenti in aree riconosciute ad alto rischio alluvioni saranno senz’altro da non prendere in considerazione già in prima battuta, così come, per esempio, quelle soggette a frane.

Valutata la fattibilità urbanistica dell’intervento sarà possibile dare seguito alla vera e propria fase progettuale tenendo di conto che:

  • il lotto minimo di terreno necessario a creare un area di sosta camper non dovrebbe mai essere inferiore a 1000 Mq ( aree di superficie inferiore ancorché potenzialmente attrezzabili presenterebbero criticità tecnico realizzative );
  • il lato minore dell’area non dovrebbe mai essere inferiore a 20 mt;
  • ai fini del calcolo della capacità ricettiva deve farsi riferimento ad un rapporto ottimale di 100 Mq di superficie per ogni mezzo ospitato;

Naturalmente quelli indicati sono parametri di massima ed ogni fattispecie deve essere valutata a se, ciò a significare che talvolta possono essere realizzate aree di sosta che abbiano standard di riferimento anche inferiori rispetto a quelli indicati, e specialmente in tale circostanza sarà la capacità e la preparazione di un progettista esperto a fare la differenza.

Quanto costa realizzare un area di sosta?

Il costo di realizzazione di un area di sosta e molto variabile e dipende da molteplici fattori che possono incidere anche in modo importante sulla cifra complessiva.

E’ ovvio infatti che ove l’area da attrezzare sia già servita da utenze ( acqua ed elettricità ) e fognatura, l’importo sarà molto più ridotto rispetto ad una zona da servire ex novo, così come un area già orograficamente pianeggiante non necessiterà di costose sistemazioni del terreno per creare terrazzamenti idonei alla sosta, diversamente a terreni con pendenza accentuata.

Ulteriore aspetto che incide profondamente sul costo finale è la tipologia ed il livello qualitativo dell’area che si intenderà attrezzare: tanto maggiori e sofisticate saranno le dotazioni impiantistiche e funzionali, tanto più l’importo si farà elevato.

Per dare comunque un idea di riferimento della portata dell’investimento occorrente alla creazione di una struttura ricettiva di medio-piccole dimensioni, di tipologia media (non dotata di sistemi automatizzati e di blocco servizi), in zona pianeggiante già servita da utenze pubbliche, è possibile stimare in via preventiva un costo d’investimento tra i 4.000 e 6.000 € per ogni stallo sosta realizzato.

Naturalmente per aree di dimensioni maggiori il costo per singola piazzola avrà un decremento proporzionale, considerando che l’incidenza dei costi fissi delle opere primarie dell’impianto risulteranno comunque le medesime da prevedersi indipendentemente dalla capienze complessiva della struttura.

Sulla base dell’importo di riferimento una struttura aziendale già esistente qualora intenda investire in questo senso realizzando anche una piccola area sosta di 8-10 posti presso il proprio impianto, potrà farlo con un investimento a partire dai 40 mila Euro, cifra decisamente contenuta con un tasso di ritorno dell’investimento di tutto rispetto soprattutto se il punto sosta sarà collocato in un contesto territoriale di apprezzabile interesse turistico ( ma non solo ).

Naturalmente alla potenziale fattibilità esecutiva dell’opera, vagliata attraverso un oculato percorso progettuale, andrà affiancata la valutazione economica mettendo a punto un apposito business plan che consenta di stabilire gli effettivi termini di convenienza dell’operazione ( tempo di ritorno dell’investimento ), analizzando, costi di esecuzione, di gestione, d’impianto, affluenza nel corso delle stagioni e relativi flussi di cassa, tutto ciò in modo da avere un quadro completo dell’operazione d’investimento che possa anche essere utile alla richiesta di eventuali contributi regionali e/o prestiti da parte di istituti di credito elargiti in favore dell’impresa.

I criteri progettuali per realizzare un area di sosta camper

Adesso entriamo nel vivo della questione e vediamo quali sono le caratteristiche ed i componenti necessari a realizzare un area di sosta camper funzionale, evitando quei <<clamorosi errori>> che spesso condizionano irrimediabilmente il successo di questo investimento.

Accesso e viabilità

L’accesso all’area riveste primaria importanza in quanto una localizzazione non facilmente accessibile è uno dei primi elementi che possono determinare l’insuccesso dell’area di sosta.

Da tenere di conto che, sia la viabilità pubblica di accesso alla struttura, sia quella privata/interna alla area dovrà essere sufficientemente larga tale da consentire il passaggio di un mezzo ed eventualmente presentare delle “piazzole di scambio” utili a far incrociare e transitare due mezzi nei diversi sensi di marcia senza creare intralcio alla circolazione.

Particolare attenzione nella valutazione di tale aspetto dovrà essere posta anche ad elementi sporgenti ed ostacoli sulla verticale del percorso di accesso che eventualmente possano essere d’impedimento e/o creare pericolo di collisione per i mezzi in transito ( che facilmente superano i 3 metri di altezza ).

Costituiscono un sicuro impedimento anche le strade con pendenze elevate ( sono ammissibili fino al 15% per brevi tratti ), quelle con tracciati tortuosi, con limite di portanza ( capacità di sopportare carichi di mezzi come i camper ) e con raggi di curvatura molto ridotti, pertanto in presenza di tali condizioni (anche se non segnalate secondo Codice della Strada ), non volendo rinunciare al progetto dovrà essere seriamente presa in considerazione l’eventualità di creare una viabilità alternativa ex novo.

Inoltre la viabilità deve essere possibilmente asfaltata/cementata e quand’anche non lo fosse sistemata conferendo al tracciato stradale la massima regolarità. senza buche, solchi e altre imperfezioni macroscopiche che possano creare disagio e danno per i mezzi durante il transito, specialmente quelli con un elevato sbalzo di “coda”.

Il camper service

E’ l’elemento più importante, praticamente indispensabile per l’area di sosta, in quanto necessario a raccogliere i liquami prodotti dal w.c e dalle acque di lavaggio ( acqua grigie ) delle utenze ( lavello, lavabo e doccia ) del camper, ma anche punto di approvvigionamento dell’acqua potabile.

E’ composto da una piazzola di dimensioni generalmente non inferiori a 4 x 8 ml in cemento armato ( che ne assicura l’impermeabilità ) di idoneo spessore atto a garantirne la carrabilità ( meglio se rivestito con resina apposita adatta ad ambienti aggressivi per preservarne l’effetto corrosivo dei liquami nel tempo), all’interno della quale è posto un punto di scarico reflui che convenzionalmente è costituito da un pozzetto “a tramoggia” ( cioè con pareti inclinate ) in acciaio inox AISI 316 o 304, dotato di ugelli di lavaggio per la pulizia ( generalmente automatica ) dei residui solidi.

NOTA BENE: Il posizionamento del pozzetto all’interno del perimetro della piazzola pavimentata del camper service, deve essere collocata con molta attenzione prevedendo tutte le possibili configurazioni di scarico diversificate da mezzo a mezzo. In caso contrario il fallimento della funzionalità e quindi dell’area di sosta è assicurato!

La postazione di scarico è completata con una colonnina monoblocco in acciaio dove sono posizionati un rubinetto per il carico dell’acqua potabile, un vuotatoio per scarico delle cassette estraibili w.c. del camper ed un eventuale pulsante di comando per il risciacquo del pozzetto ( qualora non sia del tipo automatico con fotocellula integrata nel sistema ).

Da un ponto di vista logistico è fondamentale per la buona riuscita e funzionalità dell’intera area di sosta, che il camper service sia collocato in modo ottimale evitando problemi di accesso e manovra dei mezzi ( è preferibile a tal proposito una tipologia “a corsia passante” in modo che una volta ultimate le operazioni di scarico/carico il mezzo possa uscire senza dover fare retromarcia ), non troppo vicino alle piazzole di sosta veicoli onde evitare disturbo all’utenza stanziale. La migliore conformazione logistica è quella che consente l’accesso di due equipaggi contemporaneamente, uno che effettua le operazioni i scarico liquami e l’altro che effettua il carico dell’acqua potabile.

Gli stalli di parcheggio camper

Sono uno degli altri elementi basilari dell’area di sosta a cui porre particolare attenzione nella loro collocazione e conformazione, in quanto elemento di primario apprezzamento per il camperista.

A tal proposito devono rispondere ai seguenti criteri estetici e funzionali fondamentali:

  • devono risultare tutti facilmente accessibili e quanto più possibile posti in piano orizzontale ( evitando il bisogno di posizionare dei cunei di livellamento del mezzo );
  • devono essere collocati su terreni solidi e ben costipati, evitando cigli di scarpate e terreni cedevoli e/o fangosi, possibilmente inerbiti oppure pavimentati con elementi autobloccanti ( anche solo in corrispondenza dell’impronta dei pneumatici del mezzo ) o inghiaiati in modo da scongiurare problematiche di affondamento e di grip dei pneumatici nelle fasi di entrata/uscita del mezzo dallo stallo soprattutto in caso di pioggia o gelo;
  • devono avere adeguate dimensioni ( minimo 4,5 x 8 ml – 36 mq ) in modo da assicurare uno spazio libero intono al mezzo parcheggiato di almeno 0,8 – 1 ml utile, per esempio, a consentire l’apertura di sportelli e gavoni del camper. Da considerare poi che la larghezza della piazzola costituisce elemento di preferibile accortezza logistica ( che sarà molto ben apprezzata dal camperista ) in quanto, soprattutto se trattasi di tipologia di area dedicata alle soste lunghe ( esempio agrisosta camper ), consentirà uno spazio funzionale utile al posizionamento da parte dell’utente di un tavolo ricreativo da pic-nic con relative sedute e magari l’apertura di un tendalino ombreggiante di cui generalmente tutti i camper sono provvisti. In quest’ultimo caso la piazzola dovrà essere larga almeno 6 metri con un estensione quindi di 48 mq;
  • devono essere adeguatamente identificati con semplice perimetrazione a terra ( anche un colore o un elemento diverso della pavimentazione è utile allo scopo ) in modo da garantire una più ordinata consapevolezza degli spazi che ciascun mezzo può occupare ( ciò evita che gli utenti invadano spazi più ampi del previsto a discapito di altri potenziali occupanti e dei percorsi di circolazione ), ovvero delimitati da elementi fisici quali siepi ( molto apprezzate in quanto garantiscono molto la privacy tra uno stallo e l’altro ), oppure aiuole, staccionate in legno, etc.;
  • dovranno essere preferibilmente collocati in modo da essere insoleggiati d’inverno e ombreggiati d’estate ( magari adottando per il verde ornamentale delle alberature caducifoglie – che perdono le foglie nella stagione invernale ), oppure dotati di coperture leggere removibili;

Le colonnine di servizio

Sono poste in prossimità degli stalli di sosta dei mezzi e costituiscono servizio di approvvigionamento elettrico 220 v ( per l’alimentazione frigo e altre apparecchiature del camper ) e talvolta anche di acqua potabile, resa in questo modo direttamente disponibile presso la piazzola di sosta ( quest’ultimo servizio è sconsigliato nelle aree ove è prevista una sosta breve dei veicoli inferiore alle 72 Ore in presenza di altra fonte primaria già collocata nelle vicinanze come ad es. camper-service o fontanella ).

La colonnine sono generalmente costituite da una scocca monoblocco in acciaio o tecnopolimero plastico che ospita 2, 4 o 6 prese di corrente a seconda delle utenze da servire, ancorate su di un basamento in cemento in modo da assicurarne la stabilità. L’erogazione elettrica ( con amperaggio generalmente 4 o 6 Ampere ) avviene attraverso prese specifiche ( tipo CEE tripolare IP 67 ) dotata di quadro di comando con protezioni magnetotermiche differenziali e interruttore generale.

E’ importante che le colonnine siano ubicate in modo diffuso nell’area camper in modo da poter servire agevolmente tutte le utenze ( lo sviluppo massimo per collegare tramite prolunga il camper alla colonnina non dovrebbe mai superare i 20 metri, meglio se inferiore ), ben segnalate ( anche per facilitare le operazione di allaccio in notturna – sono consigliabili quelle già dotate d’illuminazione a Led ) e collocate possibilmente in modo tale da non essere danneggiate dai mezzi nelle operazioni di parcheggio nella piazzola ( da tenere di conto in particolar modo lo sbalzo posteriore del camper che talvolta si sovrappone andando ad invadere l’aiuola o il marciapiede ove sono generalmente ubicate le colonnine stesse ), magari proteggendole mediante appositi sistemi di protezione ( tubolari in acciaio / staccionata in legno )

Sistemazioni esterne e verde

La scelta della tipologia e qualità delle dotazioni di arredo esterno rivestono sicuramente un ruolo importante nella funzionalità e nell’appeal di un area di sosta, in quanto dotazioni accessorie quali tavoli da pic-nic, barbecue, fontane da giardino, giochi per bambini, panchine, rastrelliere portabici, concorrono talvolta a differenziare la struttura ricettiva rispetto alle altre conferendo alla stessa una “marcia in più”.

Vi sono però delle dotazioni ed accorgimenti che non devono mai mancare, tra cui:

  • efficacie illuminazione dell’area mediante l’adozione di soluzioni illuminotecniche a risparmio energetico ( Led magari alimentato da pannello solari ) che risultino differenziate per zona e in relazione a ciò con la propria intensità ( minimo 4 Lux ), tra cui i percorsi di viabilità carrabile e pedonale ( con particolare attenzione per la zona di accesso carrabile e quelle di attraversamento pedonale ), gli stalli di sosta, il camper service, le eventuali postazioni attrezzate ( spazio pic-nic/barbecue, blocco servizi, etc. ). Aspetti da non sottovalutare sono la copertura omogenea dell’illuminazione per tutta l’area e il posizionamento delle sorgenti luminose tali da non arrecare disturbo (abbagliamento) agli occupanti nelle piazzole di sosta;
  • postazioni e contenitori per la raccolta dei rifiuti di tipo differenziato ( meglio se collocate entro apposite strutture coperte tipo prefabbricato in legno o recintate tipo “isola ecologica” ) da posizionarsi i luogo non troppo vicino agli stalli di sosta, ma preferibilmente ubicato più vicino all’accesso dell’area per ovvie questioni logistiche ( l’operatore incaricato al ritiro convenzionalmente non accede con il mezzo di carico all’interno dell’area di sosta salvo l’esigenza di un preposto appartenente alla struttura ospitante che sovraintende alle operazioni );
  • un punto informazioni ( talvolta anche una semplice bacheca può fare al caso meglio se coperta per preservarla dalle intemperie) in cui posizionare l’eventuale regolamento di utilizzo dell’area, una carta del territorio con indicazione dei punti di interesse turistici, socio-assistenziali ( ospedale, guardia medica, farmacie, etc.), di interesse pubblico ( numeri di emergenza, orario dei mezzi di trasporto, etc.) ed eventualmente dell’offerta ricettiva in zona, come ad esempio bar, ristoranti, parchi, musei, etc., ma primariamente quelle dei prodotti e servizi che magari sono venduti dalla realtà imprenditoriale proprietaria dell’area camper stessa;

Per quanto riguarda il verde occorre fare particolarmente attenzione al posizionamento e alla tipologia delle essenze arboree, prediligendo quelle ad alto fusto in modo tale da scongiurare problematiche di accesso e urto soprattutto dei mezzi più alti. La collocazione dovrà tenere di conto degli spazi funzionali del mezzo nelle varie configurazioni di utilizzo, quindi ad esempio consentire l’apertura del tendalino ombreggiante.

La presenza di verde nell’area di sosta è quantomai un aspetto da non sottovalutare in quanto un allestimento naturalistico degli spazi di sosta è un must molto apprezzato dagli amanti del turismo itinerante, pertanto la presenza e la cura nella disposizione delle essenze non deve mai essere tralasciata.

Sistemi di sicurezza e sorveglianza

La sicurezza intesa sotto vari profili è un aspetto fondamentale se si intende offrire un servizio adeguato e di livello.

Tra i vari profili spiccano quello delle dotazioni antincendio, che pur non essendo normativamente obbligatorie per le aree di sosta con capacità ricettiva sino a 400 persone, costituiscono un elemento di estrema valenza, considerando la particolare tipologia di parcamento.

Infatti i veicoli ricreazionali sono mezzi che per loro tipologia costruttiva e per le loro dotazioni ( presenza di bombole o bomboloni per alimentazione utenze ) presentano un alto potenziale di carico d’incendio.

Tutto ciò non contando che talvolta possono essere presenti nell’area postazioni fonti di innesco quali bracieri e barbecue e/o consentito l’uso di piccoli apparecchi di cottura a fiamma libera, pertanto dotare l’area di idonee apparecchiature antincendio è un aspetto che diviene basilare e non opinabile.

A tale scopo possono essere installate apposite colonnine antincendio dotate di manichetta e porta estintore, in numero sufficiente a coprire facilmente tutte le zone facenti parte dell’area di sosta considerando il raggio di operatività della manichetta.

 

Un altro profilo della sicurezza nell’area camper è quella dei sistemi antieffrazione passivi, che consentono all’utenza di vivere il proprio periodo di vacanza in modo spensierato evitando le spiacevoli circostanze che andrebbero senz’altro a condizionare la vacanza e sino ad “intaccare” la reputazione dell’area di sosta.

Naturalmente se in alcuni casi tale sistema è solo consigliato, in alcuni frangenti diviene un elemento imprescindibile per la corretta gestione ordinaria. E’ questo il caso delle aree di sosta collocate in particolari ambiti territoriali più notoriamente esposti all’azione della piccola criminalità, come i luoghi ad alta vocazione turistica e quelli posti in ambiti urbani e suburbani più facilmente esposti al fenomeno.

Per scongiurare tentativi di scasso e furto, ma anche atti vandalici o più semplicemente danneggiamenti involontari non segnalati, è consigliabile prevedere un sistema di videosorveglianza che possa coprire se non integralmente tutta l’area, almeno i punti di maggiore criticità quali ad esempio il punto di accesso all’area, il camper service, il blocco servizi e le colonnine di pagamento automatico ( ove presenti ).

Possono essere installate telecamere fisse o orientabili collegate ad un sistema di controllo anche da remoto, sfruttando tutte le molteplici funzionalità che la tecnologia mette oggi a disposizione, come ad esempio, il controllo di accessi con lettore di targa dei veicoli, oppure sistemi “intelligenti” come il motion detection, che rilevata la presenza, attiva di conseguenza un azione programmata come ad esempio la registrazione, un allarme sonoro o la chiamata di un numero prefissato ( gestore ).

La soluzione da adottarsi non è standard ma dovrà essere progettata tenendo di conto la specifica fattispecie di area da monitorare e la sua complessità ( quindi il suo costo ) risulterà proporzionale al numero e alla tipologia ( più o meno evoluta ) del sistema prescelto.

Sistemi di gestione automatizzata

Nel caso in cui si decida, per ragioni di comodo o di opportunità, di rendere autonoma la gestione dell’area di sosta, sono disponibili nel mercato specializzato, diversi sistemi utili al caso.

Tali sistemi, generalmente di tipo integrato, consentono un controllo puntuale in remoto da PC mediante software applicativi ma anche da smartphone  attraverso APP dedicate, mediante le quali è anche possibile raccogliere dati statistici sull’utilizzo dell’area, aspetto molto importante al fine di comprendere le abitudini dell’utenza e non solo.

Attraverso queste apparecchiature è possibile rendere completamente automatici i seguenti processi:

  • accesso/uscita dall’area;
  • pagamento dell’area di sosta;
  • pagamento dei servizi ( elettricità, acqua potabile, camper service, docce calde, etc. ) in funzione del tempo e/o del consumo;
  • sicurezza dell’area ( integrazione del sistema di videosorveglianza con un pulsante di segnalazione da parte dell’utenza di problematiche di sicurezza – in questo caso il sistema stesso si trasforma da solo “passivo” anche in “attivo” mediate il processo partecipativo degli ospiti aumentandone in modo tangibile l’efficacia );

I sistemi automatizzati hanno il vantaggio di “alleggerire” molto l’impegno gestionale dell’area ricettiva evitando per esempio la presenza dedicata di un addetto, di contro hanno costi per fornitura apparecchiature ed installazione piuttosto elevati, pertanto il loro impiego è sconsigliato nelle piccole aree di sosta dove la presenza del gestore ( o di un subordinato )  è pressoché sempre garantita nel tempo, come ad esempio gli agriturismi ( agrisosta camper ).

Integrazione con sistemi di energia rinnovabile

L’area di sosta per veicoli ricreazionali è tra le strutture ricettive una tra quelle con il più basso fabbisogno energetico, pertanto generalmente ben si presta ad essere gestita anche con l’ausilio di energia fotovoltaica prodotta sul posto.

Ciò naturalmente non è sempre tecnicamente possibile e/o conveniente ( per esempio nei casi in cui l’ubicazione sia sfavorevole sotto il profilo dell’insoleggiamento – come in alcune vallate strette montane o collinari ), ma laddove si rilevino le condizioni di massima potenzialità di produzione, il fotovoltaico è sicuramente un sistema su cui investire sia nel caso di area di sosta di nuova concezione, sia come implementazione di strutture già esistenti.

Da considerare poi che il costo dell’investimento generalmente è agevolato da contributi statali e che tale dotazione potrebbe anche costituire elemento preferenziale di valutazione del progetto per esempio se per la realizzazione dell’area di sosta si ricorrono a contributi statali / regionali dedicati all’imprenditoria.

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