Riscaldamento “a pavimento” mix di funzionalità e risparmio energetico

Le tecnologie costruttive ad alta efficienza stanno sempre più prendendo piede in edilizia, complici  la crescente sensibilità verso tematiche come il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale.

Un cambio di mentalità piuttosto radicale rispetto al passato quando le risorse energetiche erano considerate pressoché inesauribili e la sostenibilità ambientale un concetto ancora astratto.

Una maggior consapevolezza e la sensibilizzazione verso le suddette tematica hanno giocato, soprattutto nell’ultimo ventennio, un effetto “propulsivo” nello sviluppo tecnologico di sistemi costruttivi e impiantistici più performanti, inducendo gli operatori del settore a dare nuove risposte alla domanda crescente di immobili energeticamente sempre più efficienti e automatizzati, tendenti al modello ideale di “casa domotica e passiva”.

Tra i vari sistemi di risparmio energetico sviluppati sull’onda di tale nuovo “modello abitativo” troviamo, sicuramente ai “primi posti”, per interesse e attuazione, l’impianto di climatizzazione cosiddetto “a pannelli radianti”, tra cui quello “a pavimento”, oggi giorno il più conosciuto e impiegato.

A dire il vero questa soluzione non è una novità ma ha radici millenarie, almeno nella sua concezione “primordiale”: un esempio è l’ hypocaustum un sistema di riscaldamento utilizzato negli edifici più importanti dell’antica Roma, il quale sfruttava il principio di conduzione e irraggiamento del calore proveniente da un pavimento rialzato ai di sotto del quale veniva fatta fluire aria calda ( o acqua nei complessi termali ). Ma la storia ci insegna che ancor prima, cinesi e egizi avevano messo a punto soluzioni analoghe.

Come funziona e da cosa è composto un impianto di climatizzazione “a pavimento”?

Come nell’antichità la trasmissione del calore agli ambienti interni avviene dal basso, in modo diffuso, un primo ma senz’altro non unico vantaggio di questo sistema.

Ovviamente se il concept è il medesimo, oggi giorno lo sviluppo tecnologico e produttivo ha certamente reso questa soluzione energeticamente più efficiente e sicura, pronta ad adattarsi a qualsiasi circostanza, non solo alle nuove costruzioni, ma anche nel contesto di ristrutturazioni di edifici più vecchi, dove talvolta le condizioni ambientali utili a poter applicare il sistema presentano determinate peculiarità meritevoli di attenzione.

Un sistema di tubazioni disposte a serpentina al di sotto del pavimento, generalmente annegato nel corpo di un massetto cementizio ad alta conducibilità termica, in cui viene fatta circolare acqua calda durante la stagione invernale e talvolta acqua fredda in quella estiva.

La soluzione è per l’appunto definita “a pannello radiante” anche in ragione del fatto che le tubazioni vengono installate su un supporto costituito da pannellature isolanti e termoriflettenti, in modo che il flusso di calore sia direzionato verso l’ambiente da riscaldare evitando dispersioni verso il basso.

Ogni ambiente ha il suo proprio circuito indipendente ( o più circuiti a seconda della dimensione del locale e delle circostanze ), cosicché la regolazione della temperatura possa essere gestita settorialmente ed  il flusso di calore adattato a seconda delle diverse condizioni climatiche e di utilizzo.

Tanti i vantaggi di questo sistema…

Sono davvero molteplici i giovamenti che derivano dall’impiego di un sistema radiante, ciò indipendentemente dalla tipologia di generatore di calore adottato, anche se la pompa di calore idronica è quella che massimizza il risparmio energetico sfruttando le risorse energetiche rinnovabili.

ESECUTIVI:

#1 FACILITA’ DI POSA

La semplicità del sistema, oggi giorno standardizzata e resa modulare, consente una pratica applicazione nelle più disparate condizioni ambientali, tanto da velocizzare il processo costruttivo ed abbattere i relativi costi di manodopera.

#2 DIMINUZIONE DEI CARICHI

Nelle ristrutturazioni dove è già previsto o necessario il rifacimento del massetto sottostante la pavimentazione, tale sistema costituisce un optimum esecutivo in quanto, il nuovo spessore del pannello base ( isolante e leggero ) va in parte a sostituirsi allo spessore del vecchio massetto cementizio, comportando in questo modo un alleggerimento dei carichi agenti sulla struttura portante del solaio.

#3 ABBATTIMENTO DEI COSTI

La spesa che sarebbe stata comunque necessaria per il rifacimento del massetto con sistema tradizionale confluisce nel costo del massetto ad alta conducibilità previsto con l’impiego del sistema, ma dovendosi realizzare in spessori più ridotti ( dato che una certa parte verrà occupata dallo spessore del nuovo pannello base di supporto delle tubazioni ), ciò implica anche un risparmio in termini esecutivi.

#4 MIGLIORAMENTO DELLE PERFORMANCE ACUSTICHE

La posa del pannello base ed il sovrastante massetto radiante di tipo flottante ( in gergo detto anche “galleggiante – in quanto desolidarizzato dalle strutture portanti verso cui confina – solaio e pareti perimetrali ), determina un sensibile miglioramento delle prestazioni acustiche, riducendo il rumore da calpestio che ordinariamente, con l’impiego di massetti tradizionali, si propaga facilmente agli ambienti sottostanti.

FUNZIONALI:

#5 VERSATILE ARREDABILITA’ DEGLI AMBIENTI

Non sostanziandosi la necessità di dedicare spazi per i corpi radianti, le pareti perimetrali degli ambienti sono maggiormente sfruttabili per poter posizionare senza vincoli gli arredi interni.

#6 MIGLIORE COMFORT AMBIENTALE

Con i tradizionali radiatori non si ha mai una diffusione omogenea del calore: per ottenere i canonici 20°C medi dell’aria all’interno di un locale, occorre garantire un alto flusso energetico affinché l’emissione termica dei radiatori sia sufficientemente alta, circostanza che comporta una sovratemperatura nell’intorno del corpo emittente ( ove si registrano anche diversi gradi oltre quelli voluti ), laddove alcuni altri angoli della casa rimangono perennemente freddi anche con riscaldamento a pieno regime di funzionamento.

Inoltre i caloriferi inducono formazione di moti convettivi di aria all’interno dei locali, creando un ricircolo d’aria che favorisce  la migrazione e l’accumulo di polvere, condizione non ideale per il  il benessere ambientale, soprattutto per chi ha patologie di tipo allergico-respiratorio.

Diversamente, nel caso di impianto “a pavimento” la temperatura risulta più omogeneamente distribuita su tutta la pianta dei locali, condizione che unita al minor effetto convettivo dell’aria e della polvere in sospensione,  favorisce un ambiente più sano e confortevole.

#7 VELOCITA DI RISCALDAMENTO 

Un riscaldamento “a pavimento” dotato di massetto ad alta conducibilità e bassa inerzia termica ha una capacità di scaldare gli ambienti già dopo un ora circa dalla sua accensione, anche se i primi benefici dell’irraggiamento sono percepibili già dopo 20-30 minuti, consentendo di camminare comodamente scalzi apprezzando appieno l’appagante piacere del tepore che si diffonde dal pavimento.

ENERGETICI:

#8 FUNZIONAMENTO IN REGIME DI “BASSA TEMPERATURA”

Mentre i tradizionali sistemi di riscaldamento ( caldaia e radiatori ) necessitano di una produzione dell’acqua con temperature di  70÷80 °C in caldaia,  per i sistemi radianti, a parità di risultato da conseguirsi (  ottenere una temperatura media dell’aria di 20°C negli ambienti riscaldati ), basterà generare acqua ad una temperatura di 35÷45 °C, ovvero la metà!!!

Questo diverso “regime” di funzionamento consente di ridurre anche drasticamente i consumi di esercizio in regime di riscaldamento invernale, evenienza che si traduce in un ovvio considerevole risparmio economico.

Inoltre questo tipo di funzionamento si presta per poter sfruttare tecnologie di produzione di calore ancora più efficienti disponibili sul mercato.

Un impianto radiante infatti può essere abbinato al meglio con:

  • caldaie “a condensazione” che proprio in regime di bassa temperatura hanno il maggior rendimento di produzione termica, stante il recupero del calore latente di condensazione dei fumi di scarico ( in sostanza il calore contenuto nel vapore acqueo presente nei fumi viene parzialmente recuperato e sfruttato per la produzione );
  • pompe di calore tipo “aria-acqua” dove il calore utile a riscaldare l’acqua dei circuito dell’impianto radiante, viene prodotta appunto da una macchina simile ad un “frigo” che funziona e ciclo inverso;
  • caldaie a biomasse cioè quelle che funzionano utilizzando un combustibile proveniente da scarti delle produzioni forestali  e agricole ( legno, pellet, cippato, nocciolino, mais, etc.);
  • pannelli solari cioè quei sistemi tecnici che sfruttano l’energia rinnovabile del sole per la produzione di acqua calda sia per riscaldamento che per uso igienico sanitario. Da precisare che tale fonte di produzione non è mai “principale” ma “ausiliaria”, ovvero i pannelli solari apportano un contributo “integrativo” ad un sistema di generazione principale costituito da un generatore che possa funzionare in ogni circostanza (al contrario del pannello solare che poco produce in certe condizioni stagionali e in funzione di quelle meteorologiche ).
#9 FUNZIONAMENTO ANCHE COME SISTEMA DI RAFFRESCAMENTO ESTIVO

un impianto radiante, con alcune accortezze progettuali ed esecutive, può fungere anche da ottimo sistema di “raffrescamento estivo”.

Immettendo acqua fredda nel circuito, si possono rinfrescare in modo omogeneo gli ambienti senza gli svantaggi che comportano i classici condizionatori ad aria i quali generano noiose correnti d’aria fredda, certamente deleterie per il benessere e la salute.

#10 GESTIONE INDIPENDENTE ED AUTOMATIZZATA DELL’IMPIANTO

Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che la temperatura di funzionamento dell’impianto può essere gestita in modo “indipendente” per ogni ambiente interno grazie a diverse soluzioni di controllo del sistema, di tipo tradizionale ovvero domotico, con possibilità di effettuare programmazioni differenziate e gestire l’impianto anche a distanza in linea con le più moderne tecnologie smart e building automation.

Quali sono i costi di un impianto di riscaldamento a pavimento?

Da precisare in prima battuta che la risposta a tale quesito non è univoca per ogni circostanza.

Quale ordine di grandezza per fare una previsione sommaria dei costi dell’intervento può prendersi a riferimento l’importo di 90÷110 €/mq comprendente la sola posa del pacchetto radiante costituito da pannello isolante, tubazioni e accessori ed esecuzione del massetto radiante, esclusa eventuale preparazione del piano di posa e sovrastante pavimentazione.

Ma se il costo può sembrarti alto, sappi che questo è un investimento sicuramente vantaggioso, non solo per i benefici che ne conseguono, ma anche in termini puramente economici, in quanto i maggiori costi rispetto a soluzioni tradizionali, “a conti fatti”, sono relativi in quanto vanno a compensarsi con il risparmio conseguito dall’esercizio, cosicché già dopo alcune stagioni di riscaldamento/climatizzazione estiva, il sistema si è ripagato.

Tutto ciò non considerando che l’attuale panorama delle agevolazioni fiscali consente di  ridurre anche drasticamente i costi di investimento.

Alcune opportunità per realizzare il tuo impianto radiante risparmiando…

Con l’Ecobonus e il Bonus Casa è possibile portare in detrazione fiscale il 50% della spesa, ma è possibile optare anche per il Conto Termico 3.0, il quale prevede una incentivo a fondo perduto fino al 65% ( calcolato sui massimali in base alle caratteristiche tecniche dell’impianto ), ciò laddove il sistema sia installato in combinazione con la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con impiego di tecnologie di produzione tipo pompe di calore ad alta efficienza o sistemi ibridi.

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