Come ristrutturare (bene) un bagno molto stretto migliorandone accessibilità e funzionalità

Stai cercando la migliore soluzione per ristrutturare il tuo bagno di taglia XXS?

Non disperare, c’è una soluzione per tutto, ma spero proprio che tu non ne abbia uno come quello in figura! (E’ veramente un loculo da incubo!)

In genere trattasi del secondo bagno, tipico dell’edilizia anteguerra, ricavato in uno spazio “di ritaglio” e, se va bene, ha almeno la finestra.

Un tempo non si badava molto alla funzionalità di certi ambienti: in senso generale nel “progettare gli spazi” di un abitazione si dava molta più importanza ai locali principali come camere, cucine, saloni ( che risultavano molto ampi, anche più di adesso ) e, salvo alcuni casi, ove si realizzavano vere e proprie “stanze da bagno” ( in genere questo accadeva nelle case signorili ), il servizio igienico era concettualmente declassato a “vano minore”, talvolta in modo “estremo” proprio come quello nella foto.

Certamente non vigevano le normative odierne che impongono precisi “standard minimi” di abitabilità.

Da considerare poi che, la “limitata” diversificazione tipologica sul mercato dell’epoca di apparecchi igienici ( gli accessori igienici avevano dimensioni e forme pressoché standard molto ingombranti ), non era certamente d’aiuto nella realizzazione di un bagno di limitate dimensioni.

Coniugare funzionalità e accessibilità, conferendo al bagno le giuste proporzioni ergonomiche, risultava quindi un impresa praticamente impossibile.

Mi è capitato in diverse occasioni di dovermi occupare di bagni “di piccola e piccolissima taglia” e ti dico che, per quanto possa sembrare incredibile, sono quasi sempre riuscito brillantemente “nell’impresa”, quella di migliorarne la funzionalità, l’accessibilità e, non in ultimo, l’estetica.

Fortunatamente oggi giorno l’ampia disponibilità sul mercato di “ogni qualsivoglia tipo” di soluzione tecnologica, adatta ad ogni specifico caso, aiuta molto le scelte progettuali ed esecutive, ma ciò non basta.

Per poter portare a termine un “buon lavoro” occorre comunque sapere dove e come “mettere le mani”…

Mi riferisco prima di tutto al “concept progettuale” di un certo tipo di spazio, il passo “fondamentale” senza il rispetto del quale, pur avendo a disposizione certi tipi di prodotti “slim size” o salvaspazio che dir si voglia, si rischia di commettere madornali errori, rischiando di compromettere il risultato sperato.

Quali sono i concetti fondamentali per migliorare il tuo bagno angusto?!

Andiamo per ordine…

La prima cosa da valutare è se quello che stiamo per ristrutturare è l’unico bagno dell’abitazione oppure il secondo bagno, quello cosiddetto “di  servizio”.

Tale questione è legata all’obbligo normativo che impone di avere, per ciascuna abitazione almeno un bagno “completo”, cioè dotato di vaso, bidet, vasca da bagno o doccia e lavabo.

Quindi nel caso dovessimo trattare il secondo bagno dell’abitazione, il “nostro compito” sarà molto più facile in quanto basterà predisporre solamente un vaso ed un lavabo, con l’eventuale aggiunta del bidet, ma senza obbligatoriamente dover installare, se non per nostro comodo, una doccia ( o una vasca da bagno ).

Dunque, adesso entriamo veramente nel vivo dell’argomento e lo facciamo ponendoci un primo importante interrogativo:

1 # E’ possibile ampliare anche di poco l’attuale bagno?

La larghezza del bagno attuale dovrà comunque essere sufficiente a predisporre una soluzione che consenta di mantenere un minimo spazio di passaggio, almeno 60 cm, questo per consentire un agevole “percorrenza” senza dover essere costretti ad avanzare ponendosi “di fianco”.

La larghezza minima del locale sotto cui non é mai opportuno scendere, onde non rischiare l’ottimale accessibilità, é 110 cm utili, da misurarsi considerando l’eventuale spessore dei rivestimenti murali ( in genere quelli ceramici occupano 1,5 cm per lato inclusa la colla di montaggio ).

Misure leggermente inferiori ( di pochi centimetri ) sono comunque nell’eventualità ancora ammissibili, ma più si riduce detta dimensione e più che verrà pregiudicata la possibilità di usufruire in modo agevole del locale.

Da valutare comunque, a maggior ragione se il bagno preesistente è estremamente stretto ( per larghezze inferiori ai 100 cm ), l’opportunità di ampliarlo in larghezza spostando  la parete divisoria che lo separa dal locale adiacente, andando cioè a sacrificare leggermente lo spazio di quest’ultimo, per conferire una maggiore vivibilità del nuovo bagno.

Per verificare preliminarmente se questa operazione è fattibile dovrai valutare almeno due fattori:

  • che la parete da spostare non sia portante

  • che la superficie residua del locale adiacente ( a parete spostata ), non risulti inferiore ai minimi previsti per locali abitabili ( 9 mq per camera singola e cucina, 14 mq camera doppia )

Naturalmente tale valutazione preliminare dovrà poi essere approfondita da un tecnico del settore che saprà meglio giudicare le circostanze strutturali del caso, ma anche la compatibilità di tale operazione con le disposizioni normative contenute nel Regolamento Edilizio locale, quello vigente nel Comune ove è sito l’immobile.

2 # Il segreto, in caso di poco spazio, sta comunque nel collocare sempre i sanitari “in fila” tutti su un lato…

Nell’esempio in figura, è ben visibile come anche un piccolo spostamento della parete di soli 20 cm verso il locale affianco consenta di ricavare un servizio igienico più facilmente accessibile: i sanitari tutti disposti su un lato del bagno, consentono di ricavare un “corridoio” ideale di passaggio che facilita la percorrenza nel locale evitando tragitti a “zig-zag” in un locale che già di per se generalmente presenta problemi in tal senso.

Tale operazione è consigliabile per tutta la lunghezza della parete divisoria, ma ove ciò non sia possibile ( magari perchè la superficie abitabile del locale adiacente ne risulterebbe compromessa ), può essere realizzata anche solamente per un “certo tratto”, ricavando in questo modo una sorta di “nicchia” ( una rinetranza muraria ), dove poter incassare vaso e bidet riducendone in questo modo, l’ingombro verso il corridoio ideale di passaggio.

In alternativa alla soluzione precedente, usufruendo di poco spazio in più, può essere facilmente installata anche una doccia 70 x 70 cm, che seppur di dimensioni non così generose, costituisce comunque un bel compromesso tra funzionalità e salvaguardia degli spazi.

Se poi il locale è sufficientemente lungo, la doccia può essere rimpiazzata anche dalla vasca con cabina paraspruzzi in modo tale che potrai decidere cone meglio usufruirne: fare una doccia veloce oppure optare per un caldo e rilassante bagno.

Nell’immagine puoi renderti conto di una delle possibili soluzioni realizzabili ( in questo caso è stata inserita una doccia non essendoci la lunghezza necessaria per posizionare una vasca ): ti faccio notare che la rientranza creatasi nel locale adiacente a seguito della nuova conformazione del divisorio, può comunque essere ben sfruttata (degli spazi non si butta via mai niente ), ricavandoci un armadio “a muro” oppure una libreria “a giorno”, ma anche semplicemente incassarci una scrivania.

Inoltre voglio porre la tua attenzione a quella piccola appendice muraria centrale che è stata creata ad hoc per ospitare la doccia, ma che allo stesso tempo funge da spazio di incasso di un piccolo lavamani di design dalle dimensioni molto contenute.

Questa piccola sporgenza muraria non ha solo la veste funzionale sopra indicata, ma anche estetica: infatti incide sulla percezione visiva dello spazio limitando la sensazione di vano stretto e lungo. Per adesso non ti dico altro di questo importante concetto, ma lo riprenderò poco più avanti approfondendolo con la giusta accortezza.

Nel caso in cui sfortunatamente l’ampliamento del locale  non risulti realizzabile, per motivi strutturali e/o perchè ciò pregiudicherebbe l’abitabilità del locale confinante, non è il caso di disperare: esistono comunque accorgimenti che potranno aiutarti a raggiungere un ottimo compromesso tra spazio e funzionalità. 

3 # Installazione di apparecchi igienici filo muro, slim size, dalle forme arrotondate, semplici e lineari…

Sul mercato sono disponibili diverse collezioni di sanitari “salvaspazio” di profondità molto ridotta, addirittura fino a 45 cm rispetto ai tradizionali 50 /60 cm  ), i cosiddetti “filomuro mini” disponibili sia nella versione “sospesa” che “a terra”.

In casi estremi, come i bagni di larghezze proibitive, questa tipologia di sanitari, consente di “salvare capre e cavoli” garantendo la piena funzionalità con un minimo ingombro.

Naturalmente i sanitari necessiteranno comunque di un certo spazio minimo d’installazione di cui tener di conto per poter essere utilizzati al meglio.

Per il blocco wc / bidet  occorre considerare almeno una larghezza di 130 cm in modo tale da garantire gli idonei spazi di accostamento, considerando che tra i due apparecchi e tra questi ed eventuali elementi laterali ( murature, lavabo, etc. ), non dovrà esserci mai una distanza inferiore ai 20 cm ( meglio se superiore anche di pochi centimetri ).

Nel caso in cui lo sviluppo in lunghezza del bagno esistente non dovesse essere sufficiente a posizionare tutti i sanitari, esiste sempre la possibilità di optare per una soluzione di ripiego rappresentata dal Wc-bidet combinato “due in uno”: un solo accessorio che permetterà, anche ai più esigenti, di non rinunciare al bidet, anche nei casi di mancanza di spazio.

4 # Come non rinunciare alla doccia nel bagno stretto…

Un altro accessorio molto importante che spesso nel bagno lungo e stretto si fa fatica a concepire è la doccia.

Se vi è la possibilità e si è disposti ad ampliare il locale ( integralmente o anche parzialmente ), non ci sono particolari problemi di installazione: basterà arretrare la parete di “quel tanto” da garantire uno spazio minimo di passaggio.

Tutto ciò ne più ne meno di quanto già meglio rappresentato nel bozzetto planimetrico poco sopra riportato in figura.

Il problema, se così si può dire, emerge nel caso in cui non risulti possibile ricavare spazio aggiuntivo in ampliamento: don’t worry! C’è sempre la soluzione più adatta…

Uno sbaglio che ho sempre visto fare anche nei bagni più stretti è quello di disporre la doccia centralmente al locale, proprio come quello nella figura a fianco.

Mi domando: come si fa a commettere un errore del genere?!

Oltre all’incomodo del passaggio, creandosi in questo modo una “strozzatura” che impedisce l’ottimale percorrenza nel locale, l’effetto estetico è a dir poco allucinante!

La doccia posizionata nel bel mezzo del locale “affoga” visivamente tutto l’ambiente tanto che il bagno assomiglia più ad un ripostiglio pieno zeppo di una accozzaglia di oggetti.

Se è vero che la regola del “tutto su un lato” può andar bene per wc, bidet e lavabo, lo stesso non può dirsi sempre anche per la doccia, almeno che non si disponga di un bagno con larghezza abbastanza standard ( almeno 140 e più centimetri ), ma questo non è il caso che stiamo affrontando.

Quindi, altra regola di cui tener di conto è:
<< Bagno stretto doccia in fondo! >>

Anche se c’è la finestra ti chiederai?! Si, con qualche accorgimento anche in presenza di finestra.

La doccia posta come ultimo accessorio è l’unica “mossa” fattibile in un bagno che presenta larghezze proibitive, ma ciò dev’essere fatto con i dovuti accorgimenti sia pratici che estetici, quelli che sto per indicarti.

Prima di tutto…

l’unico caso in cui la finestra costituisce un problema in caso di doccia adiacente è se trattasi di vecchio infisso con telai in legno: in questo caso è ovvio che il materiale non va molto d’accordo con l’umidità che la doccia per sua natura comporta.

Per risolvere questa “incompatibilità” è possibile agire in due modi:

  1. Cogliere l’occasione e decidere di sostituire l’infisso con un serramento più idoneo in PVC che non teme l’umidità. Oltre tutto questa sarà l’occasione per migliorare anche il comfort del locale sostituendo il vecchio infisso con vetro semplice, molto disperdente, con uno nuovo a “taglio termico” che assicurerà appunto un locale più caldo e confortevole. Da precisare che nel budget complessivo della spesa tale operazione non inciderà poi più di tanto;
  2. Installare in corrispondenza della parte interna della finestra una separè in vetro che avrà la funzione di proteggere l’infisso da schizzi e umidità.

Altri accorgimenti importanti legati all’installazione della doccia…

  • installare una cabina paraspruzzi in vetro temprato completamente trasparente, che consentirà di dare maggiore respiro e illuminazione al locale
  • se la finestra è dotata di avvolgibile potrai facilmente sostituire il sistema di movimentazione posto a fianco della finestra ( la cinghia per intendersi ) con un sistema motorizzato costituito da comando elettrico: oggi giorno con poche centinaia di euro è possibile installare un piccolo motore sul rullo dell’avvolgibile anche con comando radio, quindi senza necessità di eseguire ulteriori tracce e collegamenti elettrici a questo dedicati
  • installare un sistema VMC ( ventilazione meccanica controllata ) composto da un estrattore d’aria dotato di sensore di rilevamento di umidità. Tale apparecchio permetterà di ovviare alle problematiche di accumulo di umidità e formazione di condensa, derivate dal vapore acqueo che si produce con l’uso della doccia, soprattutto nel periodo invernale. L’estrattore si avvierà automaticamente quanto il tasso di umidità relativa raggiungerà una certa percentuale per poi spegnersi automaticamente quando il livello di umidità tornerà nuovamente su valori ordinari. IMPORTANTE! Scegliere un estrattore con sistema di “recupero del calore” onde evitare forti dispersioni di calore dovute all’estrazione diretta dell’aria calda dall’interno del locale.

5 # Anche l’occhio vuole la sua parte: come migliorare la percezione visiva del bagno angusto…

Abbiamo già parlato di alcuni dettagli che migliorano la fruibilità e l’estetica del locale, le riassumo brevemente:

  • disporre i sanitari su un lato del bagno = crea ordine visivo e favorisce l’accessibilità

  • impiego di sanitari mini, dalle forme semplici e arrotondate = dona al bagno senso di leggerezza e “pulizia” visiva

  • suddividere il locale con piccoli elementi architettonici ( ti ricordi quando ti ho parlato di quella piccola sporgenza muraria ? )

Ripartiamo da questo ultimo punto tenendo conto che..

L’obbiettivo è quello di migliorare l’aspetto di questo sfortunato “loculo” ehmmm… “locale”: come fare?

Se non possiamo proprio aumentare le dimensioni ( almeno in larghezza ) del nostro angusto locale, dobbiamo quantomeno fare qualcosa affinché questo sfortunato spazio risulti maggiormente proporzionato e meno opprimente ( quantomeno a livello percettivo ).

Credimi quando ti dico che limitarsi a cambiare disposizione e tipologia dei sanitari non basterebbe a eliminare questo gravissimo difetto di sproporzione!

Fortunatamente abbiamo ancora alcune “carte da giocarci“…

Le forme geometriche…

Uno dei trucchi per far si che lo stesso locale venga percepito visivamente in modo diverso dalla realtà, è SAPER GIOCARE CON LA GEOMETRIA DEGLI SPAZI.

Non mi dilungherò troppo nella descrizione teorica del perchè accade questo, ti dico solo che scomporre l’unico angusto spazio suddividendolo in due sottospazi più piccoli, permette di percepire un locale meno sproporzionato nel senso della lunghezza, ovvero più proporzionato alla modesta reale larghezza.

Questo “gioco di proporzioni” può essere attuato:

  1. realizzando un controsoffitto a due altezze in cui prevedere un’adeguata illuminazione
  2. inserendo dei gradini a delimitazione e differenziazione delle zone del bagno
  3. inserendo una piccolo elemento divisorio, quello di cui ti avevo già fatto cenno in precedenza

Ciascuna soluzione è consequenzialmente esemplificata nelle immagini indicate: in ciascuna si comprende facilmente come l’inserimento nel locale di un semplice elemento architettonico ( rispettivamente controsoffitto, scalino, muretto) non risulti fine a se stesso ma costituisca un fattore determinante che riesce ( con poco ) a “spezzare l’incantesimo” del bagno angusto e molto lungo.

I colori e le trame…

Un’altro importantissimo trucco, già noto a molti, molto utile per migliorare visivamente le proporzioni di un locale, è SAPER GIOCARE CON I COLORI.

Anche in questo caso non è mia intenzione entrare nei meandri teorici della questione.

Sappi solo che per migliorare percettibilmente la visione di un bagno lungo e stretto, sarà opportuno adottare una pittura avente tonalità scura (o un colore caldo ) per la parete più lontana, mentre le pareti laterali andranno tinteggiate con pittura a colori chiari ( esempio bianco ghiaccio ): in questo modo il locale sembrerà più ampio di quanto effettivamente lo è in realtà!

Ma, attenzione! Questo non basta… non commettere l’errore che fanno in molti!

La disposizione della pavimentazione così come dei rivestimenti, congiuntamente al colore, gioca un ruolo importantissimo per cambiare aspetto al tuo bagno infelice.

Se già non lo sai posare il pavimento ( a anche il rivestimento ) “a correre” nel senso della lunghezza del nostro bagno stretto, accentua ancora di più la sua lunghezza!!!

Pertanto sarà buona regola adottare una disposizione disposizione “diagonale”,  ” a trame intrecciate” o addirittura “trasversale” rispetto alla maggior lunghezza, proprio come puoi notare nelle ultime foto: se noti bene nei primi due esempi la pavimentazione in legno è disposta proprio “di traverso”, proprio perchè in tale circostanza l’occhio percepisce un locale meno profondo e sproporzionato.

I colori poi dovranno essere scelti anche in funzione dell’altezza del locale: se il soffitto fosse piuttosto alto è bene procedere con una pittura di colore caldo, chiaro oppure scuro, usando però l’accorgimento di colorare la fascia più alta delle pareti della medesima tinta del soffitto, oppure posizionandovi uno stucco decorativo.

Se invece ci troviamo in presenza di un soffitto basso, è possibile incrementarne percettivamente l’altezza adottando colori chiari e freddi, abbinandolo a pareti tinteggiate con trame verticali ( che hanno l’effetto di slanciare l’ambiente verso l’alto ).

La cosa da evitare sempre è quella di pitturare sia le pareti che il soffitto di bianco, o comunque dello stesso colore monotematico.

Conclusioni…

Avrei ancora altri due o tre consigli da suggerirti da poter “mettere a frutto” nel caso specifico, ma ho deciso di non rivelarteli tutti adesso, non lo farò perchè meritano di essere  approfonditi con la dovuta importanza.

Oltretutto sono già andato molto “lungo” con questo articolo, perciò non vorrei rischiare di “mettere troppa carne al fuoco”, sono sicuro che troppi concetti tutti insieme rischierebbero di annoiarti e basta.

Mi sono ripromesso di farlo a breve e con l’occasione ti illustrerò un altro caso molto frequente nelle nostre case, una situazione dove questi accorgimenti sono sempre utili “armi” per poter apportare un grande miglioramento, funzionale ed estetico.

La farò quando ti parlerò dei trucchi per trasformare al meglio il bagno piccolo ed invivibile.

Alla prossima.

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